Parete (CE), nove anni di cemento: verde scomparso, parcheggi sacrificati e il rischio di un futuro senza spazi per i giovani

Parete (CE), nove anni di cemento: verde scomparso, parcheggi sacrificati e il rischio di un futuro senza spazi per i giovani

Parete (CE), nove anni di cemento: tra verde scomparso e parcheggi sacrificati, il rischio di un futuro senza spazi per i giovani

Dopo quasi un decennio di amministrazione, il Comune di Parete — piccolo centro della provincia di Caserta — si trova al centro di una polemica urbanistica che divide cittadini e osservatori: da un lato opere pubbliche spesso giudicate inutili e invasive, dall’altro la progressiva scomparsa di aree verdi e posti auto, sostituiti da nuove cementificazioni. L’ultimo episodio, che ha riacceso il dibattito, riguarda la trasformazione dell’area antistante lo stadio comunale: eliminato il parcheggio per piantare alcuni alberi, senza un confronto pubblico con la comunità.

Il contesto: un paese trasformato dal cemento

Secondo diverse voci critiche diffuse sui social e riprese da testate locali, in nove anni di gestione l’amministrazione avrebbe privilegiato interventi edilizi e di asfaltatura, riducendo drasticamente gli spazi verdi e i parcheggi disponibili. A Parete, come in molti comuni della cintura casertana, la pressione urbanistica è alta e le scelte di destinazione del suolo hanno effetti diretti sulla vivibilità quotidiana: meno ombra, meno aree di sosta, più traffico e difficoltà di parcheggio.

l sindaco, riconfermato nelle elezioni del 2021, ha respinto le accuse di “cementificatore”, sostenendo che molte scelte urbanistiche risalirebbero a oltre vent’anni fa e non sarebbero imputabili all’attuale giunta. Tuttavia, la percezione diffusa tra i cittadini è che nell’ultimo decennio si sia assistito a una progressiva saturazione del tessuto urbano, con poche opere realmente funzionali alla qualità della vita.

L’ultimo caso: via il parcheggio dello stadio, arrivano (pochi) alberi

La scintilla più recente è legata allo stadio comunale. Alcuni residenti si erano lamentati per la riduzione del verde in altre zone del paese; la risposta dell’amministrazione è stata rimuovere il parcheggio davanti all’impianto sportivo e inserire “qualche albero”. La decisione, però, è stata presa senza un confronto pubblico: niente assemblee, niente consultazioni, nessuna valutazione condivisa sulle reali esigenze di cittadini, famiglie e associazioni sportive.

Il risultato è paradossale: da un lato si risponde alla richiesta di più verde, dall’altro si sacrifica un’area di sosta fondamentale per chi frequenta lo stadio — genitori, atleti, tifosi, volontari. E lo si fa senza un piano complessivo che integri mobilità, parcheggio e fruizione degli spazi pubblici.

Il rischio futuro: giovani senza spazi e senza parcheggio

La critica più forte mossa all’operato dell’amministrazione riguarda la visione di lungo periodo. Se oggi si eliminano parcheggi per inserire verde in modo frammentario, cosa succederà tra qualche anno, quando cambierà la giunta e arriverà un nuovo politico con progetti per i giovani e per lo sport?

Immaginiamo uno scenario: una nuova amministrazione vuole riqualificare il campo sportivo, creare spogliatoi, una pista di atletica, un’area per eventi. Si scontra con un problema di base: non c’è più parcheggio. Chi viene a piedi? Chi usa i mezzi? E chi arriva in auto — la maggior parte, in un comune come Parete — dove lascia il veicolo?

Il rischio concreto è che opere utili e necessarie saltino o vengano ridimensionate per mancanza di spazi di sosta, con danni alla fruibilità e alla sicurezza.

La lezione per tutte le amministrazioni: pianificare, non reagire

Il caso di Parete non è isolato. In molti comuni italiani si ripete lo stesso schema: si risponde alle proteste con interventi tampone, senza una visione d’insieme. Il risultato è un tessuto urbano frammentato, dove verde e parcheggio diventano nemici invece che elementi complementari di una città vivibile.

Una gestione responsabile del territorio richiede:

  • Piani urbanistici chiari e partecipati

  • Valutazioni d’impatto su mobilità e parcheggio

  • Coinvolgimento dei cittadini nelle scelte che trasformano gli spazi pubblici

  • Visione di lungo periodo, che tenga conto dei bisogni futuri (giovani, sport, eventi, turismo)

Cosa chiedere ai prossimi amministratori

Se tra qualche anno arriverà a Parete una giunta più attenta ai giovani e allo sport, dovrà affrontare un nodo già creato: come riqualificare senza parcheggio? La risposta non può essere “si vedrà”. Serve oggi un tavolo di confronto che includa:

  • Associazioni sportive e giovanili

  • Comitati di quartiere

  • Tecnici e urbanisti indipendenti

  • Cittadini utenti dello stadio e delle aree limitrofe

Solo così si potrà evitare che il paese si trovi, tra pochi anni, con opere incomplete o inutilizzabili per mancanza di spazi di sosta.

Conclusione

Parete non ha bisogno di ulteriori opere inutili o di verde “di facciata”. Ha bisogno di una pianificazione seria, trasparente e condivisa, che metta al centro la vivibilità, la mobilità sostenibile e i bisogni reali dei cittadini — soprattutto dei giovani. Altrimenti, il rischio è che tra qualche anno ci si trovi a chiedere: “Chi ha pensato al parcheggio?” — e non ci sarà più tempo per rimediare.